
Infrastrutture. Replica dei Consiglieri regionali Francesca Lucchi, Daniele Valbonesi e Valentina Ancarani alla Deputata di Fratelli d’Italia Alice Bonguerrieri. Dopo quattro anni in cui non è stato fatto nulla, il Governo Meloni continua a nascondersi dietro passaggi e burocrazia mentre la Romagna aspetta.
10 Ottobre 2026
Lucchi, Valbonesi e Ancarani: “La risposta del Governo smentisce la propaganda di Fratelli d’Italia. Per la Ravegnana-bis mancano le coperture, la Secante è ancora al quadro esigenziale, l’E45 rimane ferma agli investimenti del 2016 mentre il lago di quarto e l’alta velocità sono solo idee confuse. Dopo quattro anni di annunci, i territori meritano fatti, non un elenco di procedure o di atti senza seguiti.”
Cesena – Quattro anni di Governo Meloni, tante dichiarazioni sulle infrastrutture della Romagna e ancora nessuna risposta concreta su quali nuove risorse siano state messe in campo per realizzare le opere attese da anni. La risposta all’interpellanza del deputato del Partito Democratico Andrea Gnassi, sottoscritta da numerosi parlamentari dem. Al contrario, mette in fila una serie di ammissioni che smontano la propaganda della deputata Alice Buonguerrieri: progetti ancora da sviluppare, finanziamenti che non bastano, opere escluse dai piani e interventi senza date.
Il copione del Governo è ormai evidente. Si elencano risorse già previste, si citano studi e passaggi amministrativi, si annunciano confronti istituzionali e si rinvia tutto alla fase successiva. Ma quando arriva il momento di dire quanti nuovi investimenti siano stati stanziati, quando partiranno i lavori e chi si assume la responsabilità dei ritardi, le risposte spariscono.
“Ascoltando la risposta del Governo, e di conseguenza leggendo quella del suo megafono Alice Bonguerrieri, si capisce perfettamente il meccanismo. Fratelli d’Italia annuncia, il Ministero elenca procedure e alla fine ai territori resta il cerino in mano – dichiarano i Consiglieri regionali Francesca Lucchi, Daniele Valbonesi e Valentina Ancarani –. Si richiamano finanziamenti di programmi precedenti, si racconta che un progetto è in fase di studio o che si sta parlando con gli Enti locali, ma non si dice quali nuove risorse ci siano davvero o quali cantieri siano effettivamente in atto. È un modo comodo per fare propaganda senza assumersi la responsabilità dei risultati. Quando un’infrastruttura non parte, la colpa diventa della progettazione, delle autorizzazioni, delle valutazioni o dei passaggi ancora da completare. Ma dopo quattro anni al Governo non ci si può continuare a nascondere dietro la burocrazia. Se le opere sono strategiche, lo si dimostri con i finanziamenti e con i lavori in atto.”
Il caso della Ravegnana-bis tra Forlì e Ravenna è emblematico. Il Governo comunica che ANAS ha approvato nel luglio 2026 il progetto di fattibilità tecnico-economica, con un costo stimato di circa 404 milioni di euro. Ma nella risposta non indica le poste a bilancio per finanziare l’opera, né un cronoprogramma per la sua realizzazione. Ancora più imbarazzante è la situazione del Lotto Zero della Secante di Cesena. Il Governo conferma che ANAS ha trasmesso al Ministero il quadro esigenziale e che ora devono essere sviluppate le attività progettuali e definite le soluzioni da sottoporre alle valutazioni tecniche. Dopo gli annunci, dunque, siamo ancora a una fase preliminare.
Sulla E45 il Governo prova a sostenere la propria tesi elencando circa 425 milioni di euro di interventi di manutenzione straordinaria, con 44 interventi conclusi, 17 in corso e altri in progettazione. Ma il dato che conta è un altro: il piano di riqualificazione dell’arteria, con un investimento complessivo previsto di 1,6 miliardi di euro, era già stato definito nel 2016. La risposta non chiarisce quali nuove risorse siano state aggiunte dall’attuale Esecutivo rispetto alla programmazione del PD.
“Dall’alta velocità al lago di Quarto, la risposta del Governo è emblematica di un modo di amministrare che scarica le responsabilità sulle procedure e sugli enti coinvolti, senza assumersi fino in fondo il compito di decidere e intervenire. Per la nuova stazione Medio Romagna – spiegano i Consiglieri – non ci sono finanziamenti né un cronoprogramma; per il lago di Quarto, persino le modalità per utilizzare i 960 mila euro previsti dalla legge di bilancio sono ancora da definire. Nel frattempo, si richiamano manutenzioni e risorse precedenti per dare l’impressione che tutto si stia muovendo. La certezza è che, mentre le infrastrutture della Romagna restano al palo, l’unica vera tabella di marcia del Governo sia quella che porta alle elezioni del 2027 – concludono Lucchi, Valbonesi e Ancarani – costruire annunci da spendere in campagna elettorale, anziché opere da consegnare ai cittadini. Ma con i comunicati non si costruiscono strade, non si realizza l’alta velocità e non si riqualifica un territorio. Ai romagnoli servono fatti, non propaganda elettorale pagata con le aspettative delle comunità.”
