
Turismo. Concessioni balneari: la Regione sostiene la qualità dei progetti, l’innovazione, la tutela dell’occupazione e la valorizzazione degli investimenti realizzati dai concessionari uscenti. Il Governo cambia le regole e la Riviera rischia di pagare il prezzo dell’incertezza.
6 Ottobre 2026
Turismo. Concessioni balneari: la Regione sostiene la qualità dei progetti, l’innovazione, la tutela dell’occupazione e la valorizzazione degli investimenti realizzati dai concessionari uscenti. Il Governo cambia le regole e la Riviera rischia di pagare il prezzo dell’incertezza.
Parma e Lucchi: “È importante che il nuovo sistema non si trasformi in una gara al rialzo sui canoni, ma premi qualità, innovazione e investimenti. Il valore di una concessione balneare non può essere misurato semplicemente sulla base di quanto viene offerto economicamente, ma sulla capacità del progetto di garantire servizi di qualità, occupazione, sostenibilità, innovazione e investimenti nel tempo. Allo stesso modo, va definita una disciplina nazionale sugli indennizzi che riconosca adeguatamente il ruolo e gli investimenti dei concessionari uscenti.”
Cesena – Rafforzare il confronto istituzionale sul nuovo bando-tipo nazionale per l’affidamento delle concessioni demaniali marittime e garantire ai Comuni costieri un quadro di regole chiaro, uniforme e giuridicamente certo. È questo l’obiettivo dell’interrogazione presentata in Assemblea Legislativa dalle Consigliere regionali del Partito Democratico Alice Parma e Francesca Lucchi.
Il nuovo modello di affidamento delle concessioni è infatti al centro del confronto tra Governo, Regioni ed Enti locali e pone questioni rilevanti per i Comuni chiamati a gestire procedure complesse, per le imprese che hanno investito negli stabilimenti e per la continuità di un sistema turistico che rappresenta una componente fondamentale dell’economia della costa emiliano-romagnola. Il quadro nazionale prevede infatti che le procedure di affidamento siano avviate entro il 30 giugno 2027, rendendo ancora più urgente definire una cornice normativa chiara e applicabile.
“Parliamo di un comparto strategico per l’economia, il lavoro e l’identità della nostra costa – spiegano le Consigliere Alice Parma e Francesca Lucchi – e proprio per questo è necessario che il percorso di riforma sia accompagnato da una cornice normativa certa e uniforme. Ancora oggi, dopo anni, il Governo non sta dando le necessarie certezze a Enti locali e operatori, che non possono più aspettare. I Comuni non possono essere lasciati soli a gestire procedure complesse e possibili contenziosi, assumendosi responsabilità che devono essere definite a livello nazionale. La Regione, invece, sta continuando a fare la sua parte, sia nel confronto istituzionale sia negli investimenti concreti per il futuro della costa.”
Dalla Giunta regionale è stato ribadito l’impegno nel confronto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ANCI, i Comuni costieri, le Associazioni di categoria e le Organizzazioni Sindacali. Un lavoro finalizzato a tutelare e valorizzare un modello turistico-balneare costruito in decenni di esperienza, caratterizzato da una forte integrazione tra imprese, servizi, ricettività e territorio.
“È importante che il nuovo sistema non si trasformi in una gara al rialzo sui canoni, ma premi qualità, innovazione e investimenti – proseguono Parma e Lucchi –. Il valore di una concessione balneare non può essere misurato semplicemente sulla base di quanto viene offerto economicamente, ma sulla capacità del progetto di garantire servizi di qualità, occupazione, sostenibilità, innovazione e investimenti nel tempo. Allo stesso modo, va definita una disciplina nazionale sugli indennizzi che riconosca adeguatamente il ruolo e gli investimenti dei concessionari uscenti.”
Tra le priorità indicate dalla Regione, infatti, ci sono la qualità dei progetti, l’innovazione, la tutela dell’occupazione e la valorizzazione degli investimenti realizzati dai concessionari uscenti, insieme alla necessità di completare il quadro normativo sugli indennizzi. In particolare, la Regione ha ribadito la propria contrarietà all’attribuzione di punteggi legati all’aumento del canone concessorio. La valutazione delle offerte deve concentrarsi sulla qualità dei progetti, sull’innovazione, sulla qualità dei servizi e sulla capacità di investimento, e non sulla componente economica dell’offerta, che da sola non è in grado di garantire la qualità dell’offerta turistica e la valorizzazione del territorio.
“La costa romagnola ha costruito negli anni un sistema turistico integrato e riconosciuto, che va valorizzato nelle sue peculiarità e non può essere affrontato con regole rigide e indistinte. Da Cesenatico e per tutta la Riviera – concludono le Consigliere – continueremo a portare al tavolo regionale e nazionale le esigenze delle nostre imprese e dei nostri territori. Il nuovo sistema dovrà garantire certezza delle regole, continuità dei servizi, tutela dell’occupazione e valorizzazione degli investimenti. È una trasformazione che non può essere scaricata sulle spalle dei Comuni e degli operatori, ma deve essere governata con responsabilità e con una cornice nazionale finalmente definita.”
