Infrastrutture. Strade provinciali e tagli del Governo alla manutenzione: nel 2025 per la Provincia di Forlì-Cesena risorse per asfaltare solo 8,6 km su 1.100.

21 Maggio 2025

Lucchi: “Una scelta incomprensibile, insostenibile e pericolosa. Così si fermano i cantieri già avviati e si mette a rischio la sicurezza e la competitività delle nostre comunità.”

Cesena – Con il nuovo piano del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Provincia di Forlì-Cesena riceverà nel 2025 risorse sufficienti per asfaltare appena 8,6 chilometri di strade su una rete complessiva di oltre 1.100 chilometri. Un taglio drastico, pari al 70% dei fondi assegnati, che colpisce in pieno la manutenzione straordinaria delle strade provinciali.

“Parliamo di un taglio che blocca i cantieri in corso e vanifica la programmazione futura – dichiara la Consigliera regionale Francesca Lucchi –. È una mancanza di rispetto verso i cittadini e i territori che ogni giorno vivono queste infrastrutture, oltre che uno sgarbo istituzionale verso gli Enti locali impegnati nella gestione di una rete viaria già duramente provata da frane e alluvioni. Da infrastrutture di qualità dipende anche la competitività dei territori, anche per le imprese in questi ubicate.”

Secondo i dati elaborati dall’Unione Province Italiane, per la sola Provincia di Forlì-Cesena la perdita stimata ammonta a oltre 4 milioni di euro nel biennio 2025/2026 e quasi 7 milioni fino al 2028. Una riduzione significativa che colpisce trasversalmente tutti i territori, contribuendo ancora più negativamente in quelli in cui sono ancora evidenti le cicatrici delle frane post alluvione. Per questo, il Presidente di UPI Nazionale ha denunciato l’accaduto chiedendo al Ministro Matteo Salvini l’immediata apertura di un tavolo di crisi.

“Questi tagli non sono solo miopia politica – prosegue Lucchi – sono un vero e proprio schiaffo alla sicurezza dei cittadini e all’impegno degli Enti locali di qualsivoglia colore politico. Scegliere deliberatamente di sottofinanziare la sicurezza del territorio in favore della realizzazione del Ponte sullo Stretto, lasciando incompiuti lavori già avviati e di rinunciando a interventi indispensabili, è gravissimo.”

Le nuove disposizioni del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti impongono inoltre alle Province di non assumere nuovi impegni se non coperti da risorse disponibili, rendendo impossibile qualsiasi azione pianificata e gettando nell’incertezza i prossimi anni.

“Dal Capoluogo fino ai Comuni montani – conclude Lucchi – siamo tutti colpiti. Non si può chiedere ai territori di resistere senza dare loro gli strumenti per farlo. Chiederemo con forza come Regione al Governo di rivedere queste scelte, la manutenzione delle strade non è una voce su cui si può tagliare, ma un investimento necessario per la sicurezza e la dignità delle nostre comunità. Come noi, ci aspettiamo che la stessa richiesta arrivi da tutte le forze politiche, perché la sicurezza non ha colore.”

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