
Salute. Annunciato in Aula il rifinanziamento delle misure a supporto dei disturbi dello spettro autistico: la Regione Emilia-Romagna rilancia l’impegno.
11 Giugno 2025
Lucchi: “Abbiamo il dovere di dare risposte concrete e immediate a chi convive ogni giorno con l’autismo e alle famiglie. Servono servizi, personale e un impegno trasversale.”
Cesena – Oggi, durante il Question Time in Assemblea Legislativa, la Consigliera regionale Francesca Lucchi ha interrogato l’Assessore alla Sanità Massimo Fabi in merito allo stato di attuazione delle azioni previste dal Piano Regionale Integrato Autismo (PRIA). Una richiesta di aggiornamento che arriva in un momento delicato, nel quale è fondamentale fornire certezze e prospettive a migliaia di famiglie. Lo scorso anno, solo nel territorio della Valle del Savio, sono stati 73 gli assistiti per un investimento di quasi 196 mila euro.
“Le persone con disturbi dello spettro autistico e le loro famiglie hanno bisogno di politiche pubbliche solide, di servizi accessibili e integrati, di percorsi chiari e continuativi. Con questa interrogazione ho voluto accendere i riflettori su una delle sfide più urgenti che riguardano la salute e il benessere delle nostre comunità. Proprio perché le diagnosi, solo nel 2023, sono raddoppiate negli adulti e aumentate di oltre il 50% tra i minori, evidenziando una crescita significativa e urgente del bisogno di risposte adeguate.” – ha affermato Lucchi, che ha poi sottolineato l’importanza di passare ‘dal piano all’azione’.
Nella sua risposta l’Assessore Fabi ha illustrato l’avanzamento delle misure regionali, annunciando che è in fase di preparazione la delibera annuale della Giunta sul Piano Attuativo Salute Mentale, che confermerà uno stanziamento complessivo di 40 milioni di euro per progetti, azioni e interventi sul territorio.
In questo quadro, sono confermati anche i 4 milioni e 230mila euro del Programma Autismo – PRIA, destinati a garantire standard uniformi su tutto il territorio regionale. Per la fascia 0-6 anni, si punta a rispettare i parametri fondamentali del PRIA: massimo 60 giorni tra diagnosi e inizio trattamento, con almeno 4 ore settimanali di intervento. Per i minori fino ai 17 anni, una parte dei fondi è destinata a potenziare il coordinamento e il monitoraggio, assegnato alle AUSL di Reggio Emilia, Bologna e Romagna. Per la popolazione adulta, viene confermato il sostegno all’implementazione delle equipe multidisciplinari, indispensabili per una presa in carico continuativa anche oltre la maggiore età.
A queste risorse si sommano gli investimenti delle singole AUSL, a copertura delle attività ambulatoriali, e il lavoro del Gruppo di monitoraggio e verifica dell’implementazione del PRIA, che vede coinvolti i rappresentanti delle Aziende sanitarie, degli Enti locali, delle associazioni delle famiglie e dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna. Un approccio che punta a rendere più efficace l’attuazione del programma e a intervenire tempestivamente su eventuali criticità.
“Accogliamo positivamente la volontà della Giunta di aggiornare e rilanciare il Piano – ha commentato Lucchi – garantendo in primis la continuità dei servizi. Serve inoltre una profonda integrazione tra ambito sanitario, sociale ed educativo. Siamo al fianco della Giunta per fare in modo in modo che la voce di chi ogni giorno affronta queste sfide trovi spazio e ascolto nelle istituzioni – ha concluso Lucchi –. Ogni risorsa stanziata in sanità e tutela della persona è un investimento per una società più giusta, inclusiva e attenta ai più fragili.“
