Sanità. Farmacisti senza contratto, la Regione al fianco dei lavoratori: dignità e sanità pubblica devono camminare insieme per valorizzare le farmacie come presidio di salute e prossimità.

12 Novembre 2025

Lucchi: “Rinnovare il contratto dei farmacisti non è solo una questione sindacale: è una scelta politica, di rispetto e di futuro. Perché la qualità della cura dipende anche dalla dignità di chi cura.”

Cesena – Lo sciopero nazionale dei farmacisti dipendenti del 6 novembre ha riportato al centro del dibattito una questione che tocca da vicino la qualità del nostro sistema sanitario: il rinnovo del contratto collettivo nazionale e il riconoscimento del valore professionale di chi ogni giorno garantisce un servizio essenziale nelle farmacie. Da qui è nata l’iniziativa della Consigliera regionale Francesca Lucchi, che in Aula ha chiesto alla Giunta di farsi parte attiva, anche attraverso la Conferenza delle Regioni, per sollecitare il rinnovo del contratto e valorizzare ulteriormente il ruolo delle farmacie all’interno della rete sanitaria territoriale.

“Le farmacie private convenzionate – sottolinea la Consigliera – sono un presidio essenziale della sanità di prossimità: punti di riferimento quotidiani per cittadini e famiglie, luoghi in cui si incontrano salute, competenza e fiducia. Chi vi lavora garantisce assistenza, prevenzione, educazione sanitaria e presa in carico della cronicità, spesso in condizioni difficili e con responsabilità sempre maggiori. Non è accettabile che questi professionisti, dopo anni di servizio e sacrifici, siano ancora senza il rinnovo del loro contratto.”

Nella risposta all’interrogazione, l’Assessorato alle Politiche per la Salute ha confermato che la Regione Emilia-Romagna considera strategico il sistema delle farmacie di comunità, ricordando gli investimenti già avviati per rafforzare la sanità territoriale: dalla farmacia dei servizi alla telecardiologia, dagli screening alle vaccinazioni, fino alla tutela delle farmacie rurali e dei dispensari in aree disagiate. L’Assessorato ha inoltre ribadito che sono in corso incontri periodici per condividere l’Accordo integrativo regionale e ha espresso sostegno alla necessità di sollecitare il rinnovo del contratto collettivo, in coerenza con la visione di una sanità pubblica sempre più vicina ai cittadini e ai territori.

“Se vogliamo davvero una sanità di prossimità – conclude Lucchi – dobbiamo partire da chi quella prossimità la costruisce ogni giorno, dietro un banco, accanto ai pazienti, nelle comunità. Rinnovare il contratto dei farmacisti non è solo una questione sindacale: è una scelta politica, di rispetto e di futuro. Perché la qualità della cura dipende anche dalla dignità di chi cura.”

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