Lavoro. Stagione estiva, qualità del lavoro e formazione: servono dati, diritti e nuove opportunità per i giovani. In Aula il confronto sul lavoro stagionale in Emilia-Romagna.

9 Giugno 2026

Lucchi e Parma: “La risposta dell’Assessore Paglia apre un percorso utile. Monitorare meglio il fenomeno e rafforzare strumenti che accompagnino l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro con maggiore qualità e consapevolezza.”

Cesena – Turismo, occupazione giovanile, qualità del lavoro e competitività dei territori. Sono questi i temi al centro dell’interrogazione presentata dalle Consigliere Francesca Lucchi e Alice Parma oggi in Aula sul tema del lavoro stagionale in Emilia-Romagna, con particolare riferimento ai comparti del turismo, della ricettività, della ristorazione e delle attività agricole stagionali. Un tema che riguarda migliaia di ragazze e ragazzi che ogni anno, con l’avvio della stagione estiva, entrano per la prima volta nel mercato del lavoro e che rappresenta una componente sempre più significativa per il sistema economico regionale.

“Crediamo sia importante aver aperto questo confronto in Aula proprio all’inizio della stagione – intervengono le Consigliere regionali Francesca Lucchi e Alice Parma – è una risposta ai bisogni delle imprese ma, deve essere considerato sempre più un’occasione di crescita, formazione e costruzione di competenze per le giovani generazioni. Per questo è utile partire da una conoscenza più approfondita del fenomeno, comprendendo meglio dinamiche, caratteristiche contrattuali e bisogni emergenti”.

Nel corso della risposta all’interrogazione, l’Assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia ha confermato l’impegno della Regione ad approfondire, insieme all’Agenzia regionale per il lavoro, i dati sull’andamento del lavoro stagionale per costruire un quadro conoscitivo più efficace e utile a orientare le future politiche regionali. Nel confronto è stato inoltre richiamato il lavoro già avviato sul fronte della formazione e della sicurezza attraverso percorsi rivolti agli studenti delle scuole secondarie dedicati a legalità, diritti del lavoro, conoscenza dei contratti e cultura della sicurezza. Dopo l’esperienza avviata nel territorio riminese, infatti, il percorso è stato attivato anche nel territorio di Forlì-Cesena, con l’obiettivo di estendere progressivamente il modello su scala regionale.

“È particolarmente importante – proseguono Lucchi e Parma – la volontà della Regione di rafforzare strumenti di conoscenza e analisi per accompagnare le politiche pubbliche. Il mercato del lavoro sta cambiando rapidamente e anche il lavoro stagionale richiede oggi maggiore qualità, sicurezza, formazione e percorsi capaci di valorizzare davvero le competenze delle giovani generazioni. La sfida – concludono le Consigliere – è rendere il lavoro stagionale sempre più attrattivo e qualificato, attraverso l’apprendistato per lo svolgimento di attività stagionali come strumento già introdotto dalla Regione Emilia-Romagna, il rispetto dei diritti, condizioni adeguate e un migliore equilibrio tra tempi di vita e lavoro. Un percorso che riguarda imprese, istituzioni e territori e che può rafforzare la competitività dell’Emilia-Romagna.”

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