Ricostruzione post alluvione. Replica della Consigliera regionale Francesca Lucchi alla Deputata di Fratelli d’Italia Alice Bonguerrieri ed al Consigliere Luca Pestelli.

13 Settembre 2026

Lucchi: “L’Autorità di Bacino ha escluso dall’analisi territori, comunque vincolandoli. La Regione si sta già muovendo per colmare questa lacuna. Il Governo se vuole aiutare si ricordi che l’Autorità di Bacino è un Ente di sua competenza, sotto il controllo del Ministero dell’Ambiente.”

Cesena – Sulla vicenda dei vincoli legati al reticolo idrografico nell’Alta Valle del Savio è necessario fare chiarezza, perché il problema non è semplicemente una questione di cartografie, come invece sembra emergere dalle dichiarazioni della deputata di Fratelli d’Italia Alice Bonguerrieri e del Consigliere regionale Luca Pestelli. Il punto è che l’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, Ente dello Stato, ha avviato uno studio che arriva fino a Mercato Saraceno, lasciando fuori dall’analisi diversi Comuni, tra cui Bagno di Romagna, ma allo stesso tempo applicando vincoli anche a quei territori che non sono stati oggetto dello studio e che non sono stati preventivamente coinvolti nella definizione di tali vincoli. È una situazione che il Comune di Bagno di Romagna ha segnalato più volte all’Autorità di Bacino, chiedendo approfondimenti e interlocuzione.

“Se vogliamo discutere seriamente di questa vicenda, partiamo dai fatti – dichiara la Consigliera regionale Francesca Lucchi –. Non è la Regione ad aver deciso i vincoli di cui stiamo parlando e non è la Regione ad aver stabilito di fermare lo studio a Mercato Saraceno. L’Autorità di Bacino è un Ente statale e risponde al Governo nazionale. Ancora più importante è come sia stata la stessa Autorità ad aver chiarito che il problema non è semplicemente quello della cartografia, ma la mancanza, per quelle aree, di uno studio che definisca adeguatamente i livelli di rischio. La sicurezza viene prima di ogni altra cosa, ma va attuata con metodo e serietà. E allora chiediamoci perché territori come Bagno di Romagna debbano essere sottoposti a vincoli senza che sia stata svolta la stessa analisi fatta altrove e senza che quei vincoli siano stati preventivamente condivisi con i Comuni e con i sindaci.”

La Regione Emilia-Romagna, sottolinea Lucchi, non è rimasta a guardare. Il Comune di Bagno di Romagna si è già mosso più volte nei confronti dell’Autorità di Bacino e la Regione sta sostenendo questo percorso, tanto che nei prossimi giorni è previsto un incontro in Regione proprio per definire le risorse necessarie a consentire al Comune di realizzare uno studio che permetta di colmare la lacuna lasciata dall’Autorità di Bacino. Un lavoro che si inserisce in un percorso già avviato e per il quale è stata manifestata la disponibilità a mettere a disposizione le risorse necessarie.

“La Regione sta cercando concretamente di dare una risposta a un problema – continua la Consigliera – che nasce da una pianificazione statale che presenta una evidente lacuna. Lo fa insieme al Comune, mettendo a disposizione competenze e risorse e cercando una soluzione che consenta di conoscere finalmente i livelli di rischio di quei territori. Questo è il modo in cui si affrontano i problemi, con gli Amministratori locali, con i tecnici, con gli Enti competenti e con gli strumenti necessari per arrivare a decisioni fondate sui dati. Non con comunicati stampa volti solo a mettere bandierine e prendere in giro chi sta aspettando risposte per mettere a terra investimenti.”

“E allora, visto il ruolo dell’Onorevole Bonguerrieri, mi aspetterei che fosse il Governo a muoversi con la stessa determinazione – conclude Lucchi –. Se Fratelli d’Italia è davvero interessata a risolvere il problema, può chiedere al Governo di intervenire sull’Autorità di Bacino, di completare gli studi mancanti e di affrontare il tema dei vincoli con i territori che oggi ne sono interessati. La Regione, nel frattempo, sta già facendo la propria parte. Sarebbe singolare che, dopo aver lasciato scoperta una parte del territorio, il Governo cercasse ora di intestarsi il lavoro che la Regione e il Comune stanno mettendo in campo per rimediare a quella lacuna. Le polemiche politiche possono anche farle tra loro, ma ai cittadini di Bagno di Romagna interessa molto di più che il problema venga risolto. E su questo noi ci siamo, insieme al Comune e al territorio.”

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