Infanzia e adolescenza. Verso la nuova legge regionale per la natalità e il sostegno alla genitorialità: per investire sul futuro e accompagnare la crescita di bambini e ragazzi costruendo le condizioni perché le persone possano scegliere liberamente di diventare genitori.

23 Ottobre 2026

Lucchi: “Il cambiamento demografico è una sfida di questa epoca storica, dall’invecchiamento alla denatalità. Servono politiche strutturali che mettano le famiglie nelle condizioni di guardare al futuro con fiducia. Come Regione stiamo lavorando alla nuova legge regionale per la natalità e il sostegno alla genitorialità che sarà una strategia organica a favore della genitorialità, per rimuovere gli ostacoli che rendono difficile costruire un progetto di vita.”

Cesena – La denatalità è una delle grandi sfide che il Paese e l’Emilia-Romagna sono chiamati ad affrontare. Una questione che riguarda il futuro delle nostre comunità, la tenuta del sistema sociale, le opportunità delle nuove generazioni e la possibilità, per tante persone, di realizzare i propri progetti di vita. Per affrontarla, però, non bastano gli appelli né misure estemporanee. Occorre costruire condizioni concrete perché avere figli non diventi una scelta condizionata dall’insicurezza economica, dalla precarietà lavorativa, dalle difficoltà nell’accesso alla casa o dall’impossibilità di conciliare tempi di vita e di lavoro.

È in questa direzione che si sta muovendo la Regione Emilia-Romagna, con un lavoro politico e istituzionale bipartisan per costruire una strategia organica e di lungo periodo per la natalità e il sostegno alla genitorialità. L’obiettivo è mettere in relazione le diverse politiche pubbliche che incidono sulle scelte delle persone, superando la frammentazione degli interventi e rafforzando la capacità delle istituzioni di accompagnare le famiglie nelle diverse fasi della loro vita.

“Dobbiamo partire da un principio fondamentale, la libertà di scegliere il proprio futuro. Non spetta alle istituzioni dire alle persone se e quando diventare genitori – dichiara la Consigliera regionale Francesca Lucchi – ma abbiamo il dovere di lavorare perché chi desidera costruire una famiglia non sia costretto a rinunciare per mancanza di opportunità, stabilità o servizi adeguati. La denatalità non si risolve con gli annunci, ma affrontando le ragioni profonde che rendono difficile progettare il futuro. È una responsabilità collettiva che chiama ancora in causa la politica, le istituzioni, il mondo del lavoro e l’intera comunità.”

Il percorso di lavoro, coordinato con un intergruppo apposito, guarda a misure concrete per rafforzare i servizi per l’infanzia e renderli più accessibili, sostenere le famiglie nei primi anni di vita dei bambini, potenziare la rete dei consultori e dei centri per le famiglie e intervenire sulle difficoltà che possono ostacolare la costruzione di un progetto familiare. Accanto ai servizi educativi, la riflessione riguarda anche l’accesso a una casa economicamente sostenibile, la conciliazione tra lavoro e responsabilità di cura, il sostegno alle giovani coppie e la promozione di una maggiore condivisione delle responsabilità genitoriali. Una prospettiva che dovrà tenere insieme i bisogni delle famiglie, le differenze tra i territori e l’attenzione alle situazioni di maggiore fragilità.

Il lavoro avviato si fonda sulla consapevolezza che le politiche per la natalità non possono essere separate da quelle per il welfare, l’istruzione, l’abitare e l’occupazione. Per questo rafforzeremo il coordinamento tra Regione, Comuni, servizi territoriali e soggetti della comunità, garantendo continuità nell’accompagnamento delle famiglie e opportunità più omogenee su tutto il territorio regionale. Particolare attenzione la riserveremo ai primi mille giorni di vita, una fase decisiva per il benessere dei bambini e per il sostegno ai genitori, senza dimenticare chi vive condizioni di vulnerabilità economica, sociale o abitativa.

“Come Assemblea legislativa stiamo lavorando per dare una risposta politica concreta a questa sfida – continua Lucchi – con una prospettiva che guardi oltre l’emergenza demografica e tenga insieme i bisogni delle famiglie e il futuro del territorio. Vogliamo passare da interventi isolati a una visione strutturale, capace di integrare servizi, opportunità e strumenti di sostegno, coinvolgendo anche i territori e il mondo del lavoro. Investire sulla natalità significa investire sulla qualità della vita – conclude la Consigliera – sulla coesione sociale e sulla capacità dell’Emilia-Romagna di continuare a essere una terra in cui le persone possano immaginare e realizzare il proprio futuro.”

CONDIVIDI QUESTO POST