
Sanità. Replica della Consigliera regionale Francesca Lucchi alla Deputata di Forza Italia Rosaria Tassinari.
6 Agosto 2026
Lucchi: “Sulla sanità ognuno faccia la propria parte. La richiesta che rivolgiamo da tempo al Governo è quella di incrementare in modo strutturale il Fondo Sanitario Nazionale, perché dal 2027 tornerà ad ampliarsi la distanza tra i costi reali dei servizi e le risorse assegnate alle Regioni. Occorre agire.”
Cesena – Le difficoltà della sanità pubblica, a partire dalle liste d’attesa, sono reali e richiedono risposte concrete. Ma attribuire ogni responsabilità alle Regioni, come fa la deputata e Vice-Coordinatrice vicaria regionale di Forza Italia Rosaria Tassinari, significa evitare il vero nodo della questione e non assumersi le proprie responsabilità: il progressivo indebolimento del Servizio Sanitario Nazionale e la crescita del ricorso alla sanità privata, favorita dalle scelte del Governo.
“Le liste d’attesa rappresentano una criticità che va affrontata continuando a migliorare l’organizzazione dei servizi, rafforzando gli organici e aumentando la capacità di risposta del sistema – commenta la Consigliera regionale Francesca Lucchi –. Non dipendono dalle valutazioni delle direzioni sanitarie, purtroppo. Confondere questi aspetti non aiuta a risolvere i problemi e restituisce ai cittadini una rappresentazione parziale della realtà, confondendoli e prendendoli in giro. In Emilia-Romagna stiamo mettendo in campo misure concrete, tra cui l’incremento delle prestazioni nei fine settimana, che stanno contribuendo a snellire le liste d’attesa e ad aumentare il numero di visite ed esami erogati.”
Secondo Lucchi, il crescente ricorso alle prestazioni private non può essere spiegato soltanto con le difficoltà organizzative dei sistemi sanitari regionali, ma è il risultato di una precisa impostazione politica nazionale. Dall’insediamento del Governo Meloni non è stato infatti elaborato un piano strutturale in grado di rafforzare il sistema pubblico, sostenere il personale sanitario e recuperare in modo significativo le prestazioni arretrate. L’Emilia-Romagna ha scelto invece di difendere il proprio sistema sanitario e sociale, assumendosi la responsabilità di destinare risorse regionali aggiuntive per garantire servizi, tutela della non autosufficienza e welfare, nonostante un quadro nazionale caratterizzato da un finanziamento insufficiente rispetto alla crescita dei costi.
I dati economici confermano la sostenibilità del percorso intrapreso. I conti del Servizio Sanitario Regionale hanno chiuso il 2025 in equilibrio grazie alle risorse aggiuntive stanziate dalla Regione. I bilanci delle Aziende sanitarie hanno ridotto il disavanzo da 194 milioni di euro nel 2024 a 54 milioni nel 2025, mentre il residuo è stato coperto attraverso il risultato complessivo di gestione della Regione. Un percorso che nel 2026 porterà al completamento del riequilibrio strutturale del sistema.
“L’Italia è oggi tra i Paesi europei che investono meno nella sanità pubblica. È una scelta politica precisa del Governo, che continua a non credere fino in fondo nel Servizio Sanitario Nazionale – conclude Lucchi – e la richiesta che rivolgiamo da tempo al Governo è quella di incrementare in modo strutturale il Fondo Sanitario Nazionale, perché dal 2027 tornerà ad ampliarsi la distanza tra i costi reali dei servizi e le risorse assegnate alle Regioni. Servono più investimenti pubblici e meno spazio alla logica del mercato. La sanità pubblica è uno dei pilastri della coesione sociale e dell’uguaglianza tra i cittadini. In Emilia-Romagna continueremo a difenderla, chiedendo al Governo di fare altrettanto.”
