Regione. Assemblea legislativa: in arrivo la norma urbanistica transitoria relativa al PAI Po. Lucchi nominata relatrice del progetto di legge di semplificazione normativa generale.

29 Giugno 2026

Lucchi: “Con questo provvedimento affrontiamo una norma transitoria fondamentale per il recepimento del Piano di Assetto Idrogeologico del Po, così da garantire l’applicazione delle misure di salvaguardia, accompagnare i Comuni nell’adeguamento degli strumenti urbanistici e bilanciare le esigenze di tutela territoriale con quelle di sviluppo ed economia.”

Cesena – Semplificazione normativa, riduzione degli adempimenti amministrativi, aggiornamento della legislazione regionale e rafforzamento degli strumenti di prevenzione del rischio idrogeologico. Sono questi alcuni dei principali obiettivi del progetto di legge di semplificazione normativa generale “REFIT 2026” di cui la Consigliera regionale Francesca Lucchi è stata nominata relatrice dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. Un provvedimento che interviene su diverse disposizioni regionali, la cui principale, se non altro per il territorio Romagnolo, riguarda la definizione della norma urbanistica transitoria connessa alla variante del PAI Po, il piano redatto dell’Autorità di Bacino del Po per ridurre il rischio idraulico, con particolare attenzione ai fiumi romagnoli.

In via generale, la norma prevede che a ogni pianificazione di bacino segua un recepimento dei contenuti negli strumenti urbanistici, accompagnando i Comuni negli aggiornamenti delle mappe di rischio alluvionale e idrogeologico, rafforzando la capacità di prevenzione e tutela del territorio. La legge prevederà infatti procedure semplificate che consentiranno ai Comuni di adeguare più rapidamente i propri strumenti di pianificazione.

La nuova normativa definisce le misure di salvaguardia nelle aree allagabili particolarmente attese sul territorio. Sono misure che consentono di bilanciare la necessità di prevenzione e tutela, con la necessità di continuare a rendere il territorio competitivo e attrattivo dal punto di vista dello sviluppo. Si tratta di misure temporanee, che danno una risposta a tutti quei procedimenti urbanistici che erano già stati avviati e che dopo l’approvazione della variante al PAI Po da parte dell’Autorità di Bacino sono rimasti nell’incertezza di attuazione o meno del percorso avviato, mettendo in discussione spesso anche finanziamenti o piani industriali ed esponendo i Comuni nella valutazione di appropriatezza di opere in corso o future, nell’attesa che la norma di pianificazione di bacino venga effettivamente adottata. In questi casi le nuove costruzioni dovranno tenere conto dei livelli di pericolosità individuati, anche in relazione alle nuove mappe di pericolosità e, attraverso una perizia asseverata, prevedere specifiche misure di mitigazione per ridurre la vulnerabilità degli edifici e limitare i danni in caso di eventi estremi.

“Le sfide che abbiamo di fronte richiedono istituzioni capaci di semplificare le procedure quando rallentano gli interventi e di rafforzare gli strumenti di protezione del territorio quando necessario – interviene la Consigliera regionale Francesca Lucchi – e questo provvedimento dimostra che tutela e sviluppo non sono obiettivi in contrapposizione, ma possono e devono procedere insieme. Proteggere il territorio dai rischi significa infatti creare le condizioni per una crescita più sostenibile, per investimenti più sicuri e per comunità più resilienti. Da un lato – conclude Lucchi – riduciamo oneri burocratici e procedure inutilmente complesse, dall’altro vogliamo rafforzare gli strumenti di prevenzione e adattamento ai cambiamenti climatici.”

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