
Diritti e Sanità. Approvata la legge sul fine vita: una risposta di dignità per chi soffre e per le famiglie che affrontano ogni giorno il peso della malattia.
24 Luglio 2026
Lucchi: “Dietro ogni richiesta ci sono persone, famiglie e storie che chiedono di non essere lasciate sole. Questa legge garantisce ascolto, accompagnamento e rispetto in uno dei momenti più difficili della vita.”
Cesena – L’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato nella seduta di ieri la legge regionale sul fine vita, il provvedimento che disciplina le procedure organizzative attraverso cui il Servizio Sanitario Regionale darà attuazione alle pronunce della Corte costituzionale in materia di suicidio medicalmente assistito, garantendo percorsi uniformi, tempi certi e una presa in carico omogenea su tutto il territorio regionale.
Tra gli elementi qualificanti del provvedimento vi sono il rafforzamento del ruolo delle commissioni multidisciplinari incaricate delle valutazioni, la distinzione tra valutazione clinica ed etica, la conferma della volontarietà della partecipazione del personale sanitario alle procedure e il monitoraggio annuale dell’attuazione della legge attraverso una relazione all’Assemblea Legislativa. La legge rafforza inoltre il principio della presa in carico da parte del Servizio Sanitario Regionale, che continuerà ad accompagnare la persona anche nel caso in cui la richiesta non venga accolta, garantendo supporto sanitario, assistenziale e sociale. Nel percorso di elaborazione del testo sono stati coinvolti professionisti sanitari, rappresentanti del mondo accademico, esperti di bioetica, associazioni, organizzazioni del volontariato e soggetti impegnati nell’ambito delle cure palliative, che la legge riconosce come parte integrante e fondamentale del percorso assistenziale.
“Questa legge non offre scorciatoie e non mette in contrapposizione le cure palliative con l’autodeterminazione della persona – commenta la Consigliera regionale Francesca Lucchi – ma al contrario, afferma che ogni richiesta deve essere accompagnata da un percorso di ascolto, informazione, valutazione e presa in carico. Il messaggio che consegniamo oggi è che la dignità non appartiene soltanto al momento della scelta finale ma a tutto il percorso ed alla vita stessa. Alla qualità della cura, alla vicinanza delle istituzioni, alla presenza del servizio sanitario e al sostegno che viene garantito alle famiglie. Perché anche nei momenti più difficili della vita la comunità pubblica deve continuare ad esserci, con umanità, responsabilità e rispetto per tutte le persone coinvolte.”
Una legge che interviene nell’ambito delle competenze regionali in materia sanitaria e che, senza modificare i requisiti di accesso già individuati dalla Corte costituzionale, definisce modalità chiare per la gestione delle richieste e per l’accompagnamento delle persone coinvolte. Proprio particolare attenzione viene riservata al principio della presa in carico, che non si esaurisce nella valutazione della richiesta ma accompagna la persona lungo tutto il percorso, garantendo che siano sempre illustrate e rese accessibili tutte le alternative terapeutiche e assistenziali disponibili, comprese le cure palliative.
“L’Emilia-Romagna compie un ulteriore passo nell’attuazione di quanto già previsto dalle sentenze della Corte costituzionale, traducendo in procedure certe e trasparenti diritti già riconosciuti dall’ordinamento. L’obiettivo della norma – conclude Lucchi – è evitare che persone che vivono condizioni di sofferenza estrema, insieme alle loro famiglie, siano costrette ad affrontare percorsi complessi e disomogenei a seconda del territorio di residenza, garantendo invece regole uniformi, tempi definiti e il pieno coinvolgimento del sistema sanitario pubblico, oltre che il principio dell’autodeterminazione. Una scelta che affida alle istituzioni il compito di accompagnare con responsabilità e umanità situazioni particolarmente delicate, offrendo risposte chiare a cittadini ed alle loro familiari che spesso finiscono per mettere tra parentesi la propria esistenza.”
