
Pesca. Dalla moria dei molluschi al caro energia: Regione e Gruppo Assembleare PD al fianco delle marinerie emiliano-romagnole per prorogare e rafforzare il credito d’imposta e sostenere il comparto.
30 Settembre 2026
Lucchi: “La pesca è un patrimonio economico e identitario delle nostre comunità costiere. Sono necessari quanto prima strumenti strutturali per affrontare rincari energetici, crisi climatica e granchio blu.”
Cesena – Rafforzare gli strumenti di sostegno alla pesca e all’acquacoltura dell’Emilia-Romagna e costruire risposte più strutturali alle difficoltà che il comparto sta affrontando. È questo l’obiettivo della risoluzione presentata dal Gruppo del Partito Democratico in Assemblea Legislativa che richiama la necessità di prorogare e ampliare il credito d’imposta sul carburante, rifinanziare in modo stabile il Fondo nazionale di solidarietà per la pesca e garantire un confronto permanente tra Governo, Regione, Enti locali e rappresentanze del settore.
La pesca e l’acquacoltura rappresentano una componente importante dell’economia e dell’identità delle comunità costiere dell’Emilia-Romagna. Il comparto regionale conta quasi 2.600 imprese, oltre 4.400 addetti e una flotta di 574 imbarcazioni, ma oggi si trova a dover affrontare una fase particolarmente complessa, segnata dall’aumento dei costi energetici, dagli effetti del cambiamento climatico, dalla diffusione del granchio blu e dalle conseguenze che questi fenomeni stanno producendo sulla produzione e sui redditi delle imprese.
Particolarmente delicata è la situazione della molluschicoltura, dove le elevate temperature delle acque e la presenza di mucillagine hanno provocato nel 2026 perdite nella produzione di mitili comprese mediamente tra il 60 e il 70 per cento, con punte che in alcune realtà hanno raggiunto il 100 per cento. Una situazione che si aggiunge alle difficoltà determinate dai costi di gestione e dall’aumento del prezzo del carburante.
“Quello che emerge è un quadro nel quale le marinerie della nostra costa stanno sostenendo costi sempre più elevati – dichiara la Consigliera regionale Francesca Lucchi –. Per le imbarcazioni di maggiori dimensioni una singola uscita può arrivare a comportare spese per il carburante fino a 4.000 euro e il gasolio incide ormai per oltre il 60 per cento dei costi di gestione. Sono numeri che rendono evidente quanto sia difficile programmare investimenti, garantire continuità occupazionale e favorire il ricambio generazionale. Per questo dobbiamo intervenire con strumenti che diano stabilità alle imprese e permettano al settore di guardare al futuro”.
In questi anni la Regione Emilia-Romagna ha già attivato importanti strumenti a sostegno del comparto. Attraverso il FEAMPA 2021-2027 sono stati messi a disposizione quasi 40 milioni di euro, ai quali si aggiungono ulteriori 5 milioni di risorse regionali stanziate tra il 2023 e il 2026 per affrontare calamità e situazioni di crisi che hanno colpito il settore. Un impegno che ha riguardato le diverse realtà della costa emiliano-romagnola, da Goro a Cesenatico fino a Rimini, caratterizzate da esigenze differenti e da problematiche che richiedono interventi mirati.
“Il lavoro della Regione ha permesso in questi anni di accompagnare imprese e cooperative in alcune delle emergenze più difficili, ma oggi serve un ulteriore passo in avanti – conclude Lucchi –. La risoluzione chiede al Governo di prorogare almeno fino alla fine del 2026 il credito d’imposta sul carburante, valutandone l’estensione anche al 2027, e di rafforzare il Fondo nazionale di solidarietà per la pesca e l’acquacoltura. Allo stesso tempo vogliamo sostenere il percorso degli Stati generali della pesca e dell’acquacoltura dell’Emilia-Romagna, come luogo di confronto tra imprese, cooperative, associazioni, università, ricerca e istituzioni. Difendere la pesca significa difendere lavoro, economia del mare e identità delle nostre comunità costiere, accompagnando il comparto verso maggiore innovazione, sostenibilità e resilienza”.
