
Moda. Lucchi e Parma replicano a Fratelli d’Italia per cui la crisi del tessile-calzaturiero non si cancella citando un’azienda che va bene.
13 Luglio 2026
Lucchi e Parma: “Offensivo minimizzare le difficoltà di un comparto che coinvolge migliaia di lavoratrici, lavoratori e imprese. La Regione sta facendo la propria parte, ora il Governo si assuma le proprie responsabilità.”
Cesena – La crisi che sta attraversando il comparto della moda, del tessile e del calzaturiero non può essere derubricata a una somma di singole difficoltà aziendali né tantomeno minimizzata sostenendo che, se alcune imprese continuano a crescere, allora il settore non sarebbe in sofferenza. È la posizione espressa dalle Consigliere regionali del Partito Democratico Francesca Lucchi e Alice Parma, intervenute al termine della seduta congiunta delle Commissioni di oggi dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna per replicare alle affermazioni di Fratelli d’Italia.
“Fratelli d’Italia riduce una crisi profonda e ormai riconosciuta da imprese, associazioni di categoria, sindacati e istituzioni ad un mero confronto tra un’azienda che funziona e altre che invece soffrono – dichiarano le Consigliere regionali Francesca Lucchi e Alice Parma –. Nessuno mette in discussione l’esistenza di realtà imprenditoriali che continuano a crescere, ma questo non cambia il fatto che il comparto della moda, del tessile e del calzaturiero stia vivendo una delle fasi più difficili degli ultimi anni. Migliaia di lavoratrici e lavoratori e centinaia di imprese stanno affrontando una situazione complessa che non può essere liquidata con semplificazioni o scaricando tutto sulle capacità dei singoli management.”
Le Consigliere ricordano come la Regione Emilia-Romagna abbia già attivato tavoli di confronto e strumenti di accompagnamento per le crisi aziendali, ma sottolineano che la portata delle difficoltà impone una risposta che supera le competenze regionali e chiama direttamente in causa il Governo.
“Parliamo di una filiera strategica per l’economia dell’Emilia-Romagna e per il Made in Italy – concludono Lucchi e Parma – e per questo servono una politica industriale nazionale, investimenti, sostegno all’innovazione, strumenti per accompagnare la transizione del settore e misure capaci di difendere occupazione e competenze. La Regione continuerà a fare la propria parte, ma il Governo non può continuare a restare spettatore davanti a una crisi che coinvolge interi distretti produttivi e rappresenta una delle principali emergenze industriali del Paese.”
