Sanità. Il fine vita non è solo una legge, al centro ci sono le persone, la cura e la libertà di scelta. A Cesena, martedì 27 ottobre ore 20:30, al Palazzo del Ridotto un confronto sul fine vita e il ruolo delle cure palliative dopo la legge regionale dell’Emilia-Romagna.

26 Ottobre 2026

Lucchi: “Con questa legge abbiamo definito le modalità con cui la sanità regionale dovrà prendere in carico le richieste e verificare i requisiti previsti dalla Corte costituzionale, garantendo sempre un’informazione chiara e completa sulle condizioni cliniche e sulle alternative assistenziali. Affronteremo anche il ruolo delle cure palliative, una rete regionale che comprende 22 hospice per adulti, con 312 posti letto accreditati, e un servizio dedicato ai pazienti più giovani e l’obiettivo di prendere in carico entro il 2028 il 90% della popolazione che necessita di queste cure.”

Cesena – La dignità della persona, il diritto alla cura e la libertà di scelta sono al centro di “Fino alla fine. Cura, dignità, libertà”, l’incontro pubblico promosso dal Partito Democratico in programma martedì 27 ottobre alle ore 20:30 al Palazzo del Ridotto di Cesena. Un appuntamento che arriva dopo l’approvazione, lo scorso luglio, della legge regionale dell’Emilia-Romagna dedicata alle modalità organizzative per l’attuazione delle sentenze della Corte costituzionale in materia di suicidio medicalmente assistito.

Il confronto assume ulteriore rilievo alla luce del ricorso presentato dal Governo alla Corte costituzionale contro alcune disposizioni della legge regionale. L’iniziativa intende approfondire il significato del provvedimento, le responsabilità delle istituzioni e le condizioni necessarie per garantire concretamente i diritti delle persone, mettendo in dialogo competenze istituzionali, sanitarie e giuridiche.

“Con questa legge abbiamo definito le modalità con cui il Servizio Sanitario Regionale deve prendere in carico le richieste, verificare i requisiti previsti dalla Corte costituzionale e garantire un’informazione completa sulle condizioni cliniche e sulle alternative assistenziali. Tra queste – dichiara la Consigliera regionale Francesca Lucchi – le cure palliative, che devono essere concretamente accessibili e non limitarsi alla fase terminale della malattia. In Emilia-Romagna, nel 2025, le reti di cure palliative hanno assistito oltre 17.000 persone, anche attraverso l’assistenza domiciliare, gli hospice e gli ambulatori. Vogliamo rafforzare questa rete e renderla sempre più capace di rispondere ai bisogni delle persone e delle famiglie, con l’obiettivo di prendere in carico entro il 2028 il 90% della popolazione che necessita di queste cure. La rete regionale comprende infatti 22 hospice per adulti, con 312 posti letto accreditati, e un servizio dedicato ai pazienti più giovani, con l’avvio nel 2025 dell’hospice pediatrico regionale Arca sull’Albero.”

Interverranno Francesca Lucchi e Alice Parma, Consigliere regionali dell’Emilia-Romagna, con Parma relatrice della legge regionale; Marco Maltoni, medico e Direttore delle Cure Palliative dell’AUSL Romagna; e Pier Francesco Bresciani, ricercatore in Diritto costituzionale dell’Università di Bologna e avvocato componente del gruppo legale dell’Associazione Luca Coscioni. A moderare l’incontro sarà Daniela Panzeri, della Segreteria comunale del PD di Cesena.

“In tutto questo affronteremo anche il ricorso del Governo che contesta la possibilità per la Regione di disciplinare questi aspetti organizzativi e solleva questioni che riguardano anche l’effettiva accessibilità delle cure palliative. È proprio su questo punto – continua Lucchi – che serve chiarezza, garantire l’accesso alle cure palliative è una responsabilità concreta del sistema sanitario, non un adempimento formale. La nostra legge interviene sull’organizzazione dei servizi regionali, senza introdurre nuovi requisiti o diritti rispetto a quelli già definiti dalla Corte costituzionale e dall’ordinamento. Riteniamo fondamentale – conclude la Consigliera – che la Regione possa assicurare percorsi chiari, verifiche rigorose e un’effettiva presa in carico delle persone. Il confronto che faremo sarà l’occasione per spiegare le ragioni del provvedimento e approfondire le conseguenze del ricorso, mettendo al centro il diritto alla cura e la tutela della dignità.”

CONDIVIDI QUESTO POST